lunedì 10 marzo 2008

L'inizio


Qualche giorno fa, ho deciso di fare un giro per la città, un po’ preso dai miei pensieri, ho parcheggiato la moto in centro, in un parchèggio non custodito e riservato alle sole moto, inserito il blocca disco, antifurto ed il bloccasterzo, sono andato a fare una passeggiata senza una meta precisa, insomma a zonzo...
Dopo aver gustato un ottimo caffè nel chiosco dei fratelli La Rosa, ed acceso una sigaretta, ho posato lo sguardo su un negozietto che non avevo mai notato prima.
A volte capita di non essere attenti, di non notare le cose, anche quelle più evidenti…
La cosa che mi ha incuriosito maggiormente è stata l’insegna. “Armando Bistratti dal 1832”, a dire il vero non è proprio un’insegna, bensì una targa, una targa in ottone un po’ invecchiata dal tempo, con uno strano gioco di luce sopra, con la dicitura in bianco ed una piccola ombra nera. “ Strano ” ho pensato, anche perché non è che si capisse bene che tipo di negozio fosse, ho deciso quindi di sbirciare un po’ nella vetrina, ho attraversato l'incrocio per portarmi a ridosso dell’entrata, fin ad arrivare quasi davanti la porta di ingresso. Il negozio pare molto vecchio e sicuramente l’ultima ristrutturazione è degli anni settanta a giudicare almeno dalle vetrine, dalla porta esterna e dallo strano riflesso dei vetri.
Dietro la porta, vi è appeso un cartello di quelli che dice APERTO e se lo giri dice CHIUSO, con la sua catenina di palline di metallo e tanto di ventosa appiccicata sul vetro. E’ su “APERTO", ma non ho voglia di entrare, mi limito allora a sbirciare un po’ la vetrina principale di fianco alla porta.
Tanti gli oggetti in bella mostra, tante le cose esposte all'interno e nelle vetrine, alcune custodite dentro teche di vetro all'interno del negozio, oggetti strani, altri preziosi, moltissime cose curiose, particolari e forse un po' bizzarre, cose, oggetti, ognuno dei quali, non ha apparentemente nulla a che fare con l'altro, ma... forse .... "non sarà questo l'unico legame tra essi allora?".....
Vicino ad ogni oggetto vi era un cartellino bianco ben piegato a mo di sette rovesciato che penso dovesse mostrarne il prezzo, ma in realtà di prezzi non c’è ne era nessuno e ognuno di quei cartelli mostrava solo il simbolo dell’euro, sotto un po’ più in evidenza il simbolo della lira, in ultimo la conversione corrente ovvero “1,00 Euro = 1.936 Lire“.
I cartoncini… ; non erano proprio bianchi, bensì avana chiaro, di grammatura consistente e non propriamente lisci, i caratteri in oro, anche se un po’ sbiaditi, commissionati a qualche tipografia di quelle che ancora eseguono di questi lavori con delle vecchie attrezzature per clienti esigenti e/o particolari.
Scritti a mano, invece i numeri riguardanti le cifre, sicuramente da qualcuno che a scuola a suo tempo aveva appreso la calligrafia o la bella scrittura come si sarebbe detto un po’ dopo.
Quei cartoncini un po’ sbiaditi, davano un senso particolare di vecchio, antico o vintage, con un retrogusto che non so perché mi sapeva di amaro…
Mi ha molto colpito l'oggetto esposto in vetrina sotto un panno di raso, color rosso cardinale, un calamaio dell’ 800 circa, la base di forma quadrata, in legno scolpita con un motivo floreale ed ebanizzata sorretta da quattro piedini sempre in legno dalla forma sferica e un po' schiacciata, nel centro è posto il calamaio, in vetro bisellato con fascioni in ottone.
Usato probabilmente ma in ottime condizioni anche se un paio di micro sbeccature nel cristallo sembravano esserci, visibili però solo ad un attento sguardo, in ogni caso non sminuiscono minimamente ne la bellezza, ne il valore.
Davanti ad esso il solito cartoncino segnaprezzo senza cifra, a fianco dei pennini per la china color oro, una penna d’oca ed una boccetta di inchiostro invisibile …

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